Lo specialista in Ortopedia e traumatologia deve dare risposte ai pazienti e deve cercare di risolvere i problemi delle persone che si presentano in ambulatorio. Ognuno con le proprie esigenze, ognuno con i problemi e con la compartecipazione più o meno marcata al dolore ed alla impotenza funzionale della articolazione colpita.

Ciascun paziente vive circondato da un microcosmo che è fatto del lavoro, della famiglia, degli amici, degli impegni extralavorativi che influenzano tempi e modi di reazione e cura alla malattia.

All’ortopedico a volte viene chiesto di operare prima possibile, altre volte di non operare, altre volte il paziente rifugge il pensiero dell’intervento e domanda di conoscere e sfruttare le opzioni di cura che esistono.

Ecco che lo specialista deve arrivare a personalizzare la cura per ciascuno e deve offrire la possibilità (se esiste) di trattare anche conservativamente la patologia.

Ricordo quando ho iniziato la specialistica, ad un artrosico si diceva: “Tiri avanti il più possibile, sopporti. Ogni tanto prenda qualche antinfiammatorio, si potrà fare qualche infiltrazione di cortisone e poi quando sarà più vecchio faremo l’intervento”.

Eh si, il cortisone ti permette di fare bella figura togliendo dolore ed infiammazione, ma è un beneficio sintomatico temporaneo.

Quando poi durante l’intervento apri un ginocchio per protesizzarlo, ti accorgi cosa hanno combinato le infiltrazioni che ripetutamente abbiamo somministrato a quella povera articolazione.

Ebbene, negli anni fortunatamente diversi prodotti sono stati sviluppati per la cura dell’artrosi. Sfruttando l’azione di “lubrificazione meccanica” e “biologica” di queste sostanze, abbiamo spesso evitato o differito di molto un intervento chirurgico di sostituzione protesica. Puntualizzo subito che una sostanza di questo tipo permette non di evitare l’intervento chirurgico, ma di posticiparlo nel tempo. Così si toglierà al paziente il dolore e gli si permetterà una buona vita di relazione sociale.

Si cerca di oliare un pistone ed un cilindro che rischiano di grippare in un motore. Una lubrificazione il più efficace possibile consente di arrivare al meccanico che poi cambierà il pezzo rovinato.

Naturalmente si tratta di essere equilibrati e di capire che il trattamento dovrà avere un termine ragionevole per non rischiare poi di dovere eseguire un intervento in età avanzata. Il rischio sarebbe quello di vedere aumentate problematiche del peri e post operatorio.

Ecco sempre il bisogno di personalizzare il trattamento su ciascun paziente.

In questo primo articolo conosciamo una nuova scelta terapeutica innovativa (infiltrativa con e senza ecoguida) a disposizione dello specialista e del paziente presente nelle sedi dei poliambulatori IDROKINETIK per la gestione della patologia osteoartrosica e delle problematiche articolari: i Polinucleotidi.

Si tratta di Frammenti di DNA altamente purificati e di origine naturale, estratti e lavorati in Italia secondo una tecnologia peculiare volta a garantire il massimo livello di sicurezza e qualità.

I Dispositivi Medici a base di Polinucleotidi agiscono nella cavità articolare attraverso due diverse azioni, fra loro complementari e sequenziali nel tempo: una fase precoce biomeccanica e una fase trofica successiva.

  1. Nella fase precoce, i Polinucleotidi si comportano da cuscinetto lubrificante, sfruttando la loro capacità di trattenere grandi quantità di acqua e formare un gel tridimensionale viscoelastico. L’infiltrazione intra-articolare di questo gel, è in grado di formare una densa e viscosa pellicola protettiva sulle superfici articolari. La fornitura di questo gel con proprietà viscoelastiche migliora le caratteristiche reologiche del liquido sinoviale, ripristinando le proprietà meccaniche dell’articolazione e garantendo così un rapido sollievo dal dolore.
  • Nella fase successiva, i Polinucleotidi vanno fisiologicamente incontro ad una scomposizione enzimatica naturale liberando importanti substrati energetici nello spazio articolare (base azotata, zucchero, fosfato) che supportano il trofismo cartilagineo, il suo nutrimento e i naturali processi di riparazione. Ne consegue che dopo aver assolto alla sua funzione meccanica, il gel di Polinucleotidi assolve ad una funzione di supporto, ovvero rifornire la cartilagine di substrati energetici necessari ai processi rigenerativi.

Numerosi studi clinici hanno dimostrato la validità terapeutica dei Polinucleotidi in varie articolazioni.

Il trattamento intra-articolare con Polinucleotidi si è dimostrato efficace e rapido: particolarmente interessanti risultano i dati relativi alla veloce riduzione del dolore ed alla diminuzione del consumo di anti-infiammatori. I risultati positivi sono stati ottenuti sia nell’articolazione a riposo sia in movimento.

Accanto all’utilizzo esclusivo di Polinucleotidi, recentemente viene proposto anche un innovativo trattamento brevettato, combinato e sinergico a base di Polinucleotidi, acido ialuronico e mannitolo.

La possibilità di veicolare in un’unica somministrazione tre componenti importanti per la fisiologia articolare, consente di rispondere completamente alle esigenze del paziente. Non solo, anche alle necessità del medico in termini di viscosupplementazione, viscoinduzione, e supporto cartilagineo. Un recente Studio clinico, realizzato in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, su 100 pazienti conferma come il trattamento combinato agisca consentendo un miglioramento rapido e costante della sintomatologia dolorosa. Il tutto fino a due anni, permettendo un recupero funzionale dell’articolazione che torna ad avere un grado di mobilità maggiore.

Questi trattamenti conservativi sono particolarmente indicati per patologie articolari dolorose ascrivibili a condizioni degenerative (come l’osteoartrosi) o post-traumatiche (come nello sportivo). Agendo direttamente anche sui primi segnali di condropatia, i Polinucleotidi sono consigliati sia negli stadi lievi sia in situazioni più importanti e severe.

Lo specialista, dopo una accurata analisi, identifica lo schema di trattamento più indicato in base alla condizione del paziente; in genere i protocolli con prodotti a base di Polinucleotidi si realizzano attraverso 3 sedute infiltrative eseguite ogni 1-3 settimane presso l’ambulatorio medico.

L’introduzione di Dispositivi medici intra-articolari a base di Polinucleotidi apre quindi prospettive inattese nel trattamento dell’artrosi di varie articolazioni, in particolare di ginocchio, anca, spalla e caviglia. Tutte le articolazioni sinoviali possono beneficiare di questi trattamenti conservativi in un’ottica di ripristino delle condizioni ideali e di recupero funzionale.

Gli aspetti più interessanti di questa nuova classe intra-articolare sono associati sia alle proprietà biomeccaniche del gel, sia alle proprietà dei singoli costituenti rilasciati successivamente, consentendo così un nuovo e valido ausilio terapeutico nell’ambito dei trattamenti conservativi dell’articolazione.

In un prossimo articolo parleremo invece delle proprietà terapeutiche articolari e periarticolari del Collagene.

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