Ionoforesi

La ionoforesi sfrutta la corrente continua per l’introduzione  di sostanze medicamentose nell’organismo.
Nel corpo umano la migrazione degli ioni medicamentosi avviene attraverso gli sbocchi delle ghiandole sudoripare,di quelle sebacee e dei dotti piliferi. Le sostanze con peso molecolare basso attraversano più velocemente la membrana e sono quindi da  preferire per l’efficacia del trattamento.
Anche l’intensità della corrente, se bassa, agevola la penetrazione del medicamento.
Gli effetti terapeutici della ionoforesi sono dovuti  sia al farmaco sia all’azione della corrente.
E’ vantaggioso somministrare un farmaco che penetra direttamente nella parte da trattare, evitando gli effetti nocivi che il principio attivo può produrre con le normali vie di somministrazione ( gastralgie, epatopatie etc.) La maggior parte della sostanza  medicamentosa  legata alle proteine si accumula in loco nei tessuti interstiziali e solo in parte viene assorbita nel torrente circolatorio.

Le regole da seguire per una seduta di ionoforesi sono le seguenti:

  • Detergere e sgrassare   adeguatamente la cute
  • Il medicamento precedentemente diluito deve essere applicato su una spugna pulita e umida, precedentemente lavata per eliminare gli ioni parassiti.
  • La cute sulla quale si dispongono gli elettrodi e le spugne deve essere integra e priva di qualunque  seppur minima lesione, perché anche una piccolissima abrasione permetterebbe alla corrente di penetrare  solo in quel punto e provocare un’ustione.

Un’altra causa di formazione di escara è il mal posizionamento degli elettrodi,che devono aderire in ogni punto uniformemente per evitare quello che si definisce “effetto punta”: l’effetto punta si ha infatti se l’elettrodo preme di più in un punto e quindi la corrente si concentra  in quel punto causando un’ustione. Il paziente comunque sente come una sensazione di puntura che deve comunicare subito al terapista.
Prima della seduta si informa il paziente che deve avvertire un leggero formicolio diffuso nella parte trattata e qualunque altro fastidio deve essere riferito.
La durata della seduta è di almeno 25 minuti perché nei primi 10 penetrano solo ioni parassiti e soltanto dopo inizia a penetrare il farmaco.La corrente va dosata con gradualità fino a raggiungere 0,2mA. Alla fine della seduta sempre con gradualità si riporta a zero l’intensità prima di spegnere l’apparecchio.
Un ciclo di ionoforesi è di 10-15 sedute con cadenza giornaliera
Le indicazioni della ionoforesi sono le patologie con componente sia algica sia  infiammatoria,che traggono beneficio dall’utilizzo della corrente continua con i farmaci adeguati .
Le articolazioni della spalla,del ginocchio ,dei polsi,ma anche le piccole articolazioni  delle mani  si possono trattare con gli elettrodi idonei. Non di meno trae giovamento anche la lombalgia.
Le controindicazioni alla ionoforesi sono le lesioni cutanee, il pace-maker, i mezzi di sintesi metallici, le ipoestesie cutanee,l’epilessia.
E’ vantaggioso somministrare un farmaco che penetra direttamente nella parte da trattare, evitando gli effetti nocivi che il principio attivo può produrre con le normali vie di somministrazione ( gastralgie, epatopatie etc.) La maggior parte della sostanza  medicamentosa  legata alle proteine si accumula in loco nei tessuti interstiziali e solo in parte viene assorbita nel torrente circolatorio.

Le regole da seguire per una seduta di ionoforesi sono le seguenti:

  • Detergere e sgrassare   adeguatamente la cute
  • Il medicamento precedentemente diluito deve essere applicato su una spugna pulita e umida, precedentemente lavata per eliminare gli ioni parassiti.
  • La cute sulla quale si dispongono gli elettrodi e le spugne deve essere integra e priva di qualunque  seppur minima lesione, perché anche una piccolissima abrasione permetterebbe alla corrente di penetrare  solo in quel punto e provocare un’ustione.

Un’altra causa di formazione di escara è il mal posizionamento degli elettrodi,che devono aderire in ogni punto uniformemente per evitare quello che si definisce “effetto punta”:

l’effetto punta si ha infatti se l’elettrodo preme di più in un punto e quindi la corrente si concentra  in quel punto causando un’ustione. Il paziente comunque sente come una sensazione di puntura che deve comunicare subito al terapista.

Prima della seduta si informa il paziente che deve avvertire un leggero formicolio diffuso nella parte trattata e qualunque altro fastidio deve essere riferito.


La durata della seduta è di almeno 25 minuti perché nei primi 10 penetrano solo ioni parassiti e soltanto dopo inizia a penetrare il farmaco.La corrente va dosata con gradualità fino a raggiungere 0,2mA. Alla fine della seduta sempre con gradualità si riporta a zero l’intensità prima di spegnere l’apparecchio.


Un ciclo di ionoforesi è di 10-15 sedute con cadenza giornaliera


Le indicazioni della ionoforesi sono le patologie con componente sia algica sia  infiammatoria,che traggono beneficio dall’utilizzo della corrente continua con i farmaci adeguati .

Le articolazioni della spalla,del ginocchio ,dei polsi,ma anche le piccole articolazioni  delle mani  si possono trattare con gli elettrodi idonei. Non di meno trae giovamento anche la lombalgia.


Le controindicazioni alla ionoforesi sono le lesioni cutanee, il pace-maker, i mezzi di sintesi metallici, le ipoestesie cutanee, l’epilessia.

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