Nella mia attività ambulatoriale di specialista ortopedico, ci si imbatte facilmente nell’ultimo periodo in pazienti che, abituati ad una attività fisica più o meno regolare o intensa, hanno dovuto fare i conti con lo stop indotto dal lockdown. Durante questo periodo la stragrande maggioranza di questi “atleti” hanno purtroppo dovuto rivolgere l’attenzione  al lavoro in casa o addirittura allo stop forzato di attività anche di tipo lavorativo senza poter svolgere attività di tipo fisico all’aperto o in palestra.

I miei consigli prevedono a questo punto che per rimettere in moto l’organismo per affrontare anche i prossimi mesi autunnali ed invernali si debba iniziare con un recupero di attività che deve essere il più possibile graduale personalizzata.

Non bisogna assolutamente pensare di ricominciare da un livello pre-lockdown in quanto rischieremmo di farci del male. La graduale ripresa  dell’attività fisica ci consentirà di affrontare una nuova stagione sportiva senza incorrere in strappi rotture o stiramenti tipici di un periodo scarso allenamento o di inattività prolungato.

I più fortunati possono farsi aiutare interpellando anche fisioterapisti e riabilitatori e sfruttare le loro conoscenze per riprendere a fare sport dopo un periodo forzato di stop.

Una prima parte della ripresa dell’attività può essere rivolta ad un recupero ottimale della motilità delle articolazioni, della forza muscolare e, cosa assolutamente da tener presente, al miglioramento della propriocezione, ossia la capacità di riconoscere e percepire la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista.

La propriocezione assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento e vive sul continuo scambio di informazioni che raggiungono il sistema nervoso e di azioni indotte dallo stesso per far sì che il soggetto rispetti in ogni momento le caratteristiche di equilibrio e comfort senza accusare dolore.

La propriocezione deve essere “allenata”  anche in soggetti sani con la finalità di renderli sempre più padroni del loro corpo e magari prevenire futuri traumi.

Chi pratica attività sportiva a livello amatoriale nei periodi di stop più o meno forzato, spesso diminuisce o azzera l’attività.

Obiettivo primario dell’allenamento propriocettivo è quello di rieducare i riflessi, al fine di ottenere nuovamente un ottimale controllo della postura e delle articolazioni interessate.

L’allenamento propriocettivo risulta di fondamentale importanza nell’allenamento sportivo (per  arrivare ad avere un gran senso dell’equilibrio e di un controllo assoluto del gesto tecnico).

A questa prima fase si può far seguire una serie di allenamenti svolti a potenziare sempre con gradualità i muscoli di spinta (tricipiti, pettorali e intrinseci della spalla) e successivamente i muscoli di trazione (bicipiti e dorsali) aggiungendo le gambe.

Prima di iniziare un’attività fisica è indicato iniziare a riscaldare i muscoli per almeno 10 minuti, così come importante raffreddarli alla fine dell’attività fisica, per prepararle al riposo.

Se la vostra attività  è la corsa, sarebbe opportuno iniziare gradualmente a camminare fino ad aumentare il ritmo un po’ alla volta e a diminuirlo gradualmente verso la fine della corsa rallentando.

Se la vostra attività è il nuoto o l’attività in piscina  è utile fare prima delle bracciate per riscaldare le spalle le braccia.

Da tenere presente come l’idrokinesiterapia può essere intesa   in senso più allargato, come aiuto per uno sportivo con attività  psicomotoria disequilibrata in seguito ad un periodo di scarsa attività, a ritrovare un equilibrio psicofisico, più consapevolezza del suo corpo e più controllo.

Sarebbe infine utile inserire nella vostra preparazione una serie di esercizi di stretching.

Lo stretching migliora la flessibilità  muscolo-scheletrica, quindi può aiutarvi ad essere più agili e flessibili anche nelle vostre normali attività quotidiane.

Stretching è un termine della lingua inglese che significa allungamento, stiramento ed è usato nella pratica sportiva per indicare un insieme di esercizi finalizzati sia come attività fisica autonoma sia come complemento ad altri sport al miglioramento muscolare.

Gli esercizi di stretching coinvolgono muscoli, tendini, ossa e articolazioni ed in gran parte consistono in movimenti di allungamento muscolare.

Un breve cenno deve essere fatto per soggetti particolari come gli ipertesi, che non è utile facciano attività fisica che contempli l’uso di pesi, ma possibilmente a corpo libero, per favorire il recupero di articolarità globale e selettiva e di capacità toracica espiratoria ed espiratoria e inspiratoria.

Buon recupero, allora!

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